Chi maltratta o insulta i colleghi può essere licenziato?

Ci siamo occupati molto spesso, nei nostri approfondimenti, del rapporto tra datore di lavoro e dipendenti e tra colleghi stessi. Oggi scopriamo insieme se chi maltratta o insulta i colleghi può essere licenziato.

Chi maltratta i colleghi può essere licenziato

I Maltrattamenti tra colleghi

Quando parliamo di Mobbing o maltrattamenti, non possiamo escludere il comportamento dei colleghi di lavoro. Le tipologie di Mobbing sono le più svariate, come abbiamo approfondito nel nostro articolo Mobbing: a chi rivolgersi?, e possono essere portate a termine indifferentemente da datori di lavoro o colleghi.
Il Mobbing è una condotta o un insieme di condotte vessatorie che si ripetono nel tempo, atte a creare un pregiudizio in un particolare lavoratore.
Può essere verticale od orizzontale, a seconda delle figure coinvolte. Il Mobbing verticale vede la condotta vessatoria del datore di lavoro o di chi è superiore gerarchicamente, quello orizzontale, invece, descrive i comportamenti ingiuriosi o maltrattanti di un collega nei confronti di altri colleghi.

Ci troviamo quindi nell’ambito del Mobbing Orizzontale che, spesso, sfocia in veri e propri maltrattamenti capaci di condizionare la vita pubblica e privata del lavoratore.
Si può trattare di ingiurie, di isolamento, di campagne di diffamazione, all’interno e all’esterno dell’azienda, vere e proprie violenze fisiche e, a volte, discriminazioni.

Nei tempi più recenti, due casi sono balzati agli onori della cronaca nazionale. 

Il primo caso riguardava una vera e propria discriminazione di natura sessuale. Un autista del trasporto pubblico emiliano, durante un turno di lavoro, aveva rivolto l’appellativo “lesbica” ad una collega, in pubblico.
Licenziato in tronco dalla sua azienda, in violazione di alcuni principi del codice etico e del regolamento aziendale, aveva presentato ricorso in Cassazione che, a distanza di tempo, ha confermato la sanzione.

Con la sentenza 7029/2023 della sezione lavoro, la Corte ha confermato che rivolgersi con certe modalità ai propri colleghi è altamente lesivo della loro reputazione e della sfera privata. In più, questi comportamenti favoriscono la creazione “…di un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo” proprio nell’ambiente di lavoro.

Il secondo caso, invece, risale al 31 di marzo, quando la Cassazione ha confermato il licenziamento di una vigilessa per condotte lesive nei confronti dei colleghi. In questa vicenda, la vigilessa aveva addirittura denunciato i colleghi, diffamandoli. Le denunce si erano infatti rivelate senza fondamento e l’azienda pubblica aveva deciso di interrompere il loro rapporto di lavoro.
Anche in questo caso la nostra Corte ha confermato la decisione di licenziamento, attraverso la pronuncia 7225/2023, nella quale si specificava che la condotta lesiva e l’ingiuria non erano soltanto rivolte ai colleghi ma all’intero corpo di polizia locale che ne usciva quindi pesantemente denigrato.

Chi maltratta i colleghi può essere licenziato

I Maltrattamenti del datore di lavoro

Chiaramente, la stessa sorte capita al datore di lavoro. Come già abbondantemente specificato in passato, nessun datore di lavoro può permettersi di denigrare, ingiuriare o maltrattare un dipendente, senza subirne le conseguenze.
Nel caso particolare degli insulti, la Cassazione ha specificato che la calunnia o l’ingiuria rivolta al dipendente, può costare al datore di lavoro una condanna per maltrattamenti. 

Con la sentenza del 2 marzo 2017, per esempio, la corte condannava un ristoratore che aveva più volte offeso una dipendente anche alla presenza di avventori e clienti.
Per ricevere la giusta tutela in questi casi è necessario raccogliere le prove nel modo più consono, perciò vediamo cosa vi consiglia l’investigatore.

Chi maltratta i colleghi può essere licenziato

Cosa vi consiglia l’investigatore

Dopo aver constatato che chi maltratta i colleghi può essere licenziato, scopriamo insieme come può aiutare l’investigatore privato.

L’investigatore è il professionista più adatto alla raccolta delle prove. Nei casi di indagini private, come nelle indagini aziendali, un nutrito dossier di prove fotografiche, virtuali o audio, può rappresentare la svolta nelle sedi di giustizia.

Nel caso particolare del mobbing tra colleghi, i modi per provare queste condotte sono sostanzialmente tre: 

  • Gli screenshot dei messaggi o dei post pubblici contenenti le diffamazioni o le minacce;
  • Gli audio raccolti durante conversazioni private, dove sono appunto espressi insulti o ingiurie
  • Le testimonianze di chi ha assistito alla condotta vessatoria

Solo in questo modo sarà possibile ottenere giustizia e un lauto risarcimento, come previsto dalla legislazione del caso.

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