La webcam può spiarci? Il caso del Camfecting

“Ho i tuoi video intimi, li manderò a tutti i tuoi amici se non paghi il mio silenzio”. 

Una mail fraudolenta che, volontariamente, fa credere al malcapitato di essere in possesso di filmati girati direttamente dal proprio computer.
Queste mail sono false e le richieste vere e proprie estorsioni. Ma il camfecting non è un fenomeno impossibile, anzi. Vediamolo insieme.

Cosa è il Camfecting

Si chiama Camfecting perché è considerato una vera e propria “infezione” dei nostri sistemi multimediali. Un virus che infetta la nostra webcam o la nostra telecamera, permettendo ad uno sconosciuto di utilizzarla per spiarci. Non parliamo di tecniche sofisticate, di spionaggio oppure di fantascienza.

Le tecniche di camfecting si sono evolute, fino a diventare di dominio quasi pubblico e di larghissimo utilizzo.

Inoltre, non si tratta di un fenomeno “nuovo”. Il primo episodio, verificato, di Camfecting, risale al 2003, con la condanna di uno uomo, in Spagna, per questa condotta.

Gli hacker utilizzano diversi metodi per infettare le nostre webcams, tra cui il classico invio di link (o applicazione infetta), con lo stessa modalità del già noto phishing, descritto in un nostro articolo precedente.

Il procedimento è semplice:

  • si riceve una mail che sembra affidabile, con l’invito a scaricare un’applicazione o ad aprire un link;
  • il link contiene un virus, solitamente un malaware, che non recupera i nostri dati personali o le credenziali (come accade nel phishing) bensì installa dei dispositivi nel nostro computer per “comandare” la webcam. 
  • a quel punto, il gioco è fatto. Il cybercriminale ha ora la piena visuale sulla nostra vita quotidiana e può utilizzare le registrazioni a suo piacimento.

A scopo estorsivo, come dicevamo in principio o per altri scopi ancora più subdoli. Vediamoli insieme.

La webcam può spiarci

Perché il Camfecting è pericoloso

L’ipotesi di essere spiati inconsapevolmente, nelle nostre azioni quotidiane, è già sufficiente a farci correre un brivido lungo la schiena. In realtà, le conseguenze di queste condotte sono ancora più spiacevoli della condotta stessa. Chi è in possesso di alcuni nostri filmati può utilizzarli per scopi diversi. A partire dalle estorsioni, le più frequenti. E cioè la richiesta di denaro per non diffondere un filmato intimo o particolarmente rilevante per la nostra reputazione. Se i filmati in questione sono a sfondo sessuale, poi, diventano veri e propri ricatti sessuali, chiamati sextortions.

E pensiamo inoltre all’ipotesi in cui, nei video rubati, siano presenti minori. È abbastanza facile intuire che quei video potrebbero essere rivenduti come materiale pedopornografico negli abissi del web.

E ancora, il fenomeno del camfecting ci espone anche ai furti e alle rapine. Non è raro che chi si introduce nei nostri sistemi multimediali, e nei sistemi intelligenti di allarmi e videosorveglianza, lo stia in realtà facendo per imparare le nostre abitudini e approfittare della nostra assenza.

Infatti il camfecting non colpisce soltanto i computer, ma anche i cellulari e appunto le videocamere di sorveglianza.

Rilevare il virus che ha infettato la nostra webcam non è un’attività casalinga, ci servirà infatti l’aiuto di un esperto di informatica. Ma se abbiamo il dubbio che la nostra webcam ci stia spiando, basterà controllare la sua luce di accensione. Se la webcam risulta accesa anche senza il nostro comando, è probabile che qualcun altro la stia monitorando.C’è chi consiglia di rivestire i nostri sistemi di sorveglianza quando non in uso e di usare del nastro adesivo per coprire la webcam dei nostri computer.
Noi preferiamo ricordarvi, come sempre, di tenere gli occhi aperti e di contattare gli esperti, prima che sia troppo tardi.