Cos’è la Black out challenge?

La notizia del tragico decesso di una ragazzina di 10 anni, legata ad una delle più famose “Challenge” virtuali tra gli adolescenti, riporta l’attenzione al controllo dei nostri ragazzi.

Vediamo insieme cos’è la Black Out Challenge e come possiamo proteggerli da questi riti della morte.

Cos’è la Black Out Challenge

Abbiamo affrontato l’argomento delle Challenge Virtuali in un altro articolo precedente, dove abbiamo stilato un vero e proprio elenco di queste “prove” e abbiamo parlato della loro pericolosità. Spinti dalla notizia tragica degli ultimi giorni, vogliamo approfondire l’argomento della Black Out Challenge.

Esistono diversi nomi per descriverla. Passing out, Choking game, Black out, tutti termini riferiti alla perdita dei sensi che ne consegue.

A volte i ragazzi si sfidano ad “impiccarsi”, altre volte a premere la carotide fino a sentirsi mancare, altre volte a stringersi corde attorno al collo, per provare la propria resistenza.

La ragazzina di Palermo, divenuta tristemente famosa, si è stretta una cintura del padre attorno al collo, così come veniva chiesto in una sfida virtuale. 

Essere “onnipotenti” e coraggiosi, ecco cosa vogliono dimostrare i ragazzi di oggi, con nessuna percezione di rischio o di pericolo.
Anzi, a volte, partecipano a queste challenge per l’effimera sensazione di piacere che provano a compimento delle prove. Come se sfidare la morte fosse un brivido, sottovalutando i rischi medici connessi.

Nel caso specifico della Black Out Challenge, i nostri ragazzi sottovalutano l’importanza dell’ossigenazione del sangue. Quando manca ossigeno al nostro cervello, anche se per pochi secondi, siamo ad un passo dalla morte o da conseguenze cliniche molto gravi.

Dal caso della Blue Whale a quelle più recenti, queste sfide sono diventate sempre più diffuse, tanto che la psicologia è dovuta correre ai ripari, creando una nuova branca di studio, la cosiddetta Cyberpsicologia, che studia gli effetti del mondo virtuale sulla nostra mente e sui nostri ragazzi.

Queste sfide, in realtà, sono sempre esistite nel mondo virtuale, circolano da diversi anni, con qualche piccola modifica. Ma ciò che le rende così popolari e diffuse oggi non è la “sfida della morte” ma, soprattutto, la notorietà.
I ragazzi sono convinti che accettare certe sfide li renderà famosi, o “virali”, come si suol dire. Partecipano a queste prove con la speranza di qualche like o di followers facili.

In uno sdoppiamento completo tra vita vera e vita virtuale, dove i followers sono più importanti degli amici. Dove le visualizzazioni e le reazioni sono più importanti delle chiacchierate.

Inoltre, è sempre più facile cadere vittime di queste challenge proprio perché condivise sui social network. In particolare, su Tik Tok, che si è dimostrato più volte non adatto nella prevenzione di questi fenomeni.

Ma quindi, cosa possiamo fare, cosa possono fare i genitori per difendere i loro ragazzi da questi pericoli invisibili?

Come possiamo proteggerli?

La pandemia ha rinchiuso i nostri ragazzi nelle loro stanze, ad affrontare i loro demoni e la loro solitudine davanti ad uno schermo.

Al giorno d’oggi, il web è diventato la prima, ed unica, fonte di intrattenimento, svago, informazione e, purtroppo, istruzione, per i nostri ragazzi. Ecco perché è estremamente facile cadere vittime di queste sfide mortali o dei malintenzionati.

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Analizzare la vita virtuale dei vostri figli potrà sembrarvi una violazione della loro privacy. Potremmo concordare con voi su questo punto ma non in queste situazioni. 

Le agenzie di Investigazione possono aiutarvi ad analizzare la vita dei vostri ragazzi, scongiurando pericoli e situazioni potenzialmente tragiche

I ragazzi pensano, sempre, di potersi fermare in tempo. Ma a volte non è così.

Aiutiamoli a fermarsi, prima che sia troppo tardi.

Nemesis Company – Agenzia Investigativa

Temi che tuo figlio possa essere influenzato dalle Challenge virtuali? Non esitare ancora, contattaci subito per spiegarci la tua situazione e avere consigli su come agire.