Le Indagini Aziendali per Straining

Lo Straining è uno stretto parente del Mobbing. Nell’approfondimento di oggi andremo ad analizzare le differenze e vedremo, anche attraverso la giurisprudenza recente, perché è utile indagare sullo Straining.

indagare sullo straining

Cos’è lo Straining?

Il termine Straining deriva letteralmente dal verbo inglese to strain, nel suo significato di “mettere sotto pressione”. Questo concetto è stato elaborato dallo Psicologo del Lavoro Harald Ege il quale, durante i suoi studi, si è accorto che non tutti i conflitti lavorativi potevano essere ricondotti al Mobbing propriamente detto.

Lo Straining, definito generalmente “condizione lavorativa stressogena”, si distingue dal mobbing perché discontinuo. O meglio, ciò che caratterizza il Mobbing è la costanza e la frequenza ripetuta dei comportamenti scorretti ed isolanti. Nello Straining basta anche una sola condotta, che sia però idonea a creare effetti duraturi e lesivi nella vita del lavoratore. Può lontanamente assomigliare allo stress occupazionale, ma lo Straining comporta un livello di stress veramente dannoso che può sfociare in danni di salute permanenti.

Gli esempi tipici dello Straining sono:

  • Un trasferimento obbligatorio;
  • Un demansionamento ingiustificato;
  • L’abuso delle trasferte o carichi da super lavoro non giustificati dall’andamento aziendale.

Oppure comportamenti del datore di lavoro, idonei a creare stress e umiliazioni, quali:

  • il datore non riconosce la professionalità del lavoratore e lo priva di responsabilità;
  • il datore di lavoro tiene il lavoratore all’oscuro di nuovi progetti o dinamiche e lo isola anche dai colleghi (invece informati);
  • il datore di lavoro investe nella formazione ma esclude uno specifico dipendente;
  • il datore di lavoro esclude il lavoratore da quei contatti diretti e personali che aveva costruito nel tempo.

Questi comportamenti, e le condotte che ne derivano, comportano sicuramente l’umiliazione del lavoratore, il suo isolamento e la conseguente perdita della sua posizione e delle sue competenze nel luogo di lavoro. Come vedete, si tratta di conseguenze particolarmente complesse e adatte a creare un disagio che perdura nel tempo.

La Legge italiana riconosce, in maniera universale, che lo Straining se provato dà origine a pretese di risarcimento, sia patrimoniale che non patrimoniale. Vediamo come.

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Cosa dice la Legge sullo Straining 

Le condotte di Straining possono essere sanzionate seguendo le indicazioni dell’art. 2087 del nostro Codice Civile, nel quale si legge:

 L’imprenditore e’ tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarita’ del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrita’ fisica e la personalita’ morale dei prestatori di lavoro.

Ed è chiaro che anche una sola condotta, tra quelle elencate, non tutela né l’integrità né la personalità dei dipendenti.
Inoltre, diverse sentenze della Cassazione e dei Tribunali del Lavoro hanno confermato la corrente principale. Lo Straining causa danni risarcibili, sia a livello patrimoniale che a livello personale.

Per esempio, il Tribunale di Napoli con sentenza 449/2022 ha condannato un ente pubblico al risarcimento del danno verso un dipendente vittima di Straining, in particolare si evidenziava una condotta di:

“Immotivata ostilità e durezza per l’assegnazione di plurimi carichi di lavoro, non sempre attinenti alla professionalità specifica del profilo posseduto, per la richiesta di prestazioni lavorative non necessarie, in alcuni casi addirittura di tipo manuale, e, più in generale, per l’adozione di decisioni incidenti, in negativo, sul rapporto di lavoro non supportate da effettive esigenze organizzative.”

Con sentenza 16580 del 2022, la Cassazione si è espressa confermando che esiste Straining ove le condotte siano sufficienti a creare un forte stress nell’ambiente di lavoro per un particolare lavoratore e che questo stress, qualora avesse conseguenze fisiche o psicologiche o si traducesse in una vera e propria malattia, potrebbe giustificare il risarcimento di un danno, non soltanto patrimoniale ma anche biologico. 

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Cosa vi consiglia l’investigatore

Come vi ricordiamo spesso, le indagini in ambito aziendale sono in forte aumento. L’investigatore può intervenire sia a tutela del datore di lavoro che del lavoratore. 

L’investigatore, soprattutto in questi casi delicati, assume il ruolo di complice e di alleato. Saprà consigliarvi la strada giusta da intraprendere, gli esperti da contattare per valutare il vostro stato di salute psicofisica e la possibile presenza di un danno personale, inoltre vi aiuterà a raccogliere le prove di queste ingiustizie che, una volta raccolte in uno specifico dossier, potranno aiutarvi a tutelare la vostra posizione nelle sedi di giustizia.Se avete qualche dubbio circa la possibilità di indagare sul vostro datore di lavoro, vi raccomandiamo la lettura del nostro approfondimento Si può indagare sul datore di lavoro.

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